lunedì 29 aprile 2013

Cheese-Tofu Cake alle fragole (senza cottura) + Corso di Pasticceria Vegan

Sono ancora in ferie, non ci credo. In questi giorni ho dormito tanto e ho fatto tante cose belle come ricominciare a scrivere il blog, stare in vivaio con le mani nella terra, fare un bel pranzo in famiglia e festeggiare i 90 anni del nonno, stare più tempo con la mia dolce metà, fare un corso di dolci vegan, incontrare nuove belle persone, vedere mia mamma e mia sorella, mettere a posto casa, cucinare. 
E devo ancora farne di cose come ad esempio vedere il mio papà, andare a trovare i miei cani che hanno dei problemini, stirare, lavare il pavimento, spostare i mobili in salotto, ricomporre il guardaroba separando le cose che voglio regalare o scambiare durante lo Swap Party che voglio organizzare etc... 
Inoltre, purtoppo con questa pioggia non posso lavare vetri, tapparelle e fare l'orto che oramai è abbandonato ed è diventata una foresta!
Tornando a noi, ieri pomeriggio ho partecipato al "corso di dolci vegan facile e veloce" di Silvia e Fabrizio, che ora stanno aprendo un negozio nuovo qui a Torino.
Avevo proprio bisogno di partecipare per imparare alcune ricette base importanti che ultimamente fatico a realizzare a causa degli ingredienti zuccherini e delle farine raffinate che devo togliere per il mio problemino di salute. Chiedendo un po' di consigli al pasticcere e chiaccherando con la mia vicina di banco, sono riuscita a mettere insieme le ricette anche in base alle mie esigenze e non appena comprerò alcuni ingredienti mi cimenterò. Sostanzialmente, se nelle torte faccio un uso minimo di farina 00, aggiungo farina di mandorle, al posto dello zucchero metto lo sciroppo d'agave e al posto del latte di soia metto acqua o latte d'avena, dovrei riuscire a creare una base per dolce, (sempre seguendo la loro ricetta) mentre per le sfogliate al massimo posso usare la 0 perchè più è pesante e ricca di proteine la farina, meno lievita.
Man mano che proverò vi dirò come vengono.
Nel frattempo fuori piove e ho dovuto accendere il riscaldamento e coprirmi con una coperta per mettermi al computer senza gelare.
Nonostante il tempo fuori, per ravvivare la giornata, e visto che sarebbe primavera e quindi periodo di fragole posto una vecchia ricetta, sempre in tema con il corso di dolci, il cheese-tofu cake alle fragole con pan di spagna al cacao.



Questa è la mia prima cheese-cake, in generale. Non l'avevo mai fatta e la prima l'ho fatta 100% vegetale. L'ho assaggiata l'anno scorso nel bistrot dove andavo a mangiare e l'ho trovata troppo buona per non farla in casa. 
Al posto dei biscotti c'era un mini pan di spagna al cacao allora ho provato a riprodurre la ricetta  anche io usando però come base la la mia torta veg al cacao e noccioline tritate (senza noccioline) ed è venuta molto bene. 
Chiaramente questa torta l'ho fatta quando lo zucchero non era ancora un problema per me ma volendo condividere la ricetta con voi vi dò la ricetta classica originale.
I miei nipotini ne hanno fatta una tradizionale (con formaggio cremoso) con la zucca e il cioccolato ed era divina. Penso che proverò a farne una anche io quando ci sarà di nuovo la zucca.
Intanto beccatevi questa!
Per la base:
Ingredienti: 80 g. di cacao amaro 
160 gr. di zucchero di canna  
200 g. di farina 00  
250 g. di latte di riso  
olio extra vergine d'oliva (o uno a vostro piacere)

Procedimento:
Settaciate la farina in una ciotola, aggiungete lo zucchero il cacao amaro, mescolate e aggiungete il latte di riso poco alla volta fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Aggiungere il lievito setacciato e mescolare per bene. 
Versare in una tortiera oleata e infarinata e cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.
Sfornate la torta, fatela raffreddare su una gratella e in questo caso tagliatela della misura che vi serve per inserirla nella teglia a cerniera che conterrà il tofu cake.

Prepariamo la crema: 
180 gr di silk tofu (quello morbidissimo)
un vasetto di yogurt di soia alla fragola
sei cucchiai di panna di soia
due cucchiaini rasi di agar agar in polvere
scorzetta di mezzo limone biologico
succo di mezzo limone
bacca di vaniglia
quattro cucchiai di zucchero di canna dulcita
una vaschetta di fragole fresche lavate e mondate

Procedimento:
Mettete in una terrina il tofu, lo yogurt, scorza e succo di limone, i semini della bacca di vaniglia e lo zucchero e girate con una frusta a mano creando una miscella vellutata. 
NON mettete nel frullatore perchè il tofu è già molto liquido. 
Nel frullatore invece passate le fragole fresche (escluse alcune per la decorazione finale) molto piccole e togliete l'acqua in eccesso con un colino mettendolo da parte.
Versate la purea di fragole nel composto di yogurt e tofu.
Nel frattempo riponete in frigo il composto e mettete in un pentolino la panna e il succo delle fragole passate e aggiungete l'agar agar. 
Scaldate senza portare a bollore sempre mescolando. 
Fate raffreddare e unite al composto di tofu, yogurt e fragole che era in frigo mescolando bene.
Fare raffreddare leggermente ma non troppo altrimenti l'agar agar solidifica.
Ora è il momento di versare sulla base al cacao il nostro composto e riporre in frigo per un paio d'ore.
Decorate con le fragole e rimettete in frigo. Se volete potete grattuggiare del cioccolato fondente sopra la torta prima di mettere le fragole come decoro.
Variante:
Se volete invece fare una decorazione con marmellata a filo, dopo che si è rappresa la torta  prendete una decina di cucchiai di marmellata di fragole e mettetelo in un pentolino con un filo d'acqua e mezzo cucchiaino di agar agar. 
Fate scaldare sempre mescolando per qualche minuto (non deve bollire) e spegnete. 
Una volta raffreddato ma non troppo per il discorso della solidificazione, versatelo sulla torta.
Guarnite tutta la superficie con le fragole e rimettete in frigo anche solo per un'oretta.

sabato 27 aprile 2013

Autoproduzione time: burro di arachidi



In questo periodo sto ricominciando finalmente a fare qualcosa in casa come ad esempio la maionese di soia di cui presto vi racconterò e questo burro di arachidi che ho preparato oggi presa dalla voglia di avere qualcosa di goloso per la colazione.
Da un mesetto mi hanno detto che per il problema che ho devo assolutamente ridurre a zero gli zuccheri semplici ma ho effettivamente scoperto che forse è più un vantaggio che un torto perchè così in casa non ne consumiamo più e rimaniamo più in salute e più distanti dal dentista!

Ingredienti:
- 2 tazze di arachidi sgusciate
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 1 pizzico di sale o 1 punta di zucchero di canna (facoltativi)

Procedimento:
Sbucciate le arachidi  e disponetele sulla leccarda del forno o su una teglia, fatele tostare in forno a 180° per circa 10 minuti. 
Quando saranno ben dorate ma non troppo scure inseritele nel  frullatore con l’olio e il sale o lo zucchero e iniziate a frullare a scatti mescolando ogni tanto. Proseguite fino a che le noccioline non saranno diventate cremose. Quando il burro è pronto versatelo in un vasetto di vetro e conservatelo in frigo.

Pepe nero del Madagascar + Zuppa di zucca con panna di miglio


Questa zuppa è l'ultima zuppa che ho fatto a marzo quando la zucca era ancora di stagione e l'ho cucinata per cena perchè quest'anno il caldo, come avrete notato, sta tardando ad arrivare. 
Non dico che a marzo eravamo con il cappotto ma praticamente lo dico, eravamo con il cappotto!
Così ho preparato la cena e ho optato per la zuppa di vellutata di zucca che ho ammorbidito con la panna di miglio intensificando un po' il sapore con del pepe macinato portatomi direttamente dal Madagascar!

Il pepe del Madagascar (Piper borbonense) è una qualità di pepe che cresce allo stato naturale (non coltivato) nelle foreste sud-occidentali dell'isola. Si tratta di una liana spontanea che colonizza alberi ad alto fusto e che fruttifica solo nella parte giovane, ovvero la parte terminale; per questo motivo è di difficile raccolta in quanto spesso bisogna salire ad oltre dieci metra di altezza dal suolo per raggiungere le bacche.
Ingrediente della medicina tradizionale malgascia, è meno piccante del pepe nero ma ne conserva la base aromatica tipica. 
Se non potete andarlo a prendere o se nessuno ve lo ha portato da lì e volete acquistare il pepe del Masagascar equo e solidale, consultate il sito di Madamanga, fondata da un imprenditore biellese che ha lasciato la sua attività di imprenditore per dedicarsi alla gente del Madagascar che è un paese molto povero.
  
“Quando si è in tanti ad attraversare il fiume non si è divorati dai caimani" (proverbio malgascio)

Continuo a sostenere la tesi del commercio equo perchè è varemente importante che tutto ciò che acquistiamo (il più possibile almeno) sia rispettoso nei confronti di chi l'ha prodotto. 
Ricordiamoci che spesso dietro ai nostri bei prodotti finiti è stato fatto un duro lavoro e spesso purtroppo da parte di bambini sottopagati che non hanno diritto o accesso all'istruzione.
Non possiamo vivere passivamente, dobbiamo cercare di leggere dentro a tutto ciò che ci circonda e non dobbiamo continuare a contribuire avidamente alla povertà di altre persone.
Giocattoli, abbigliamento, bigiotteria, cerchiamo di acquistarle presso aziende del territorio che producono artigianalmente, presso i centri del commercio equo o da giovani handmaders che lavorano oramai a milioni in rete.
Capire tardi questa cosa fa male, io ho sempre comprato molto, specialmente da aziende che producevano su larga scale e in paesi terzi inquinando e sottopagando.
Ancora ora mi rendo conto che compro o ho nell'armadio delle cose di cui non sono al 100% sicura, specialmente nell'abbigliamento, ma sto cercando di provvedere a questa cosa il più possibile e ora voglio iniziare anche a fare dello swapping per scambiare con le amiche le cose che non uso o che non mi vanno più per evitare almeno di comprarne di nuove.
So che la consapevolezza, se non viene insegnata da bambini, nonostante personalmente mi sia stato insegnato il rispetto e l'educazione,  non è facile da raggiungere, specialmente quando siamo adolescenti e concentrati su tutt'altro. Essa viene con l'età, quando si cominciano a capire i meccanismi che avvengono nel mondo e quando ci si comincia ad interrogare su quale futuro vorremmo garantire ai nostri figli.
Ma sono comunque molto felice del fatto che anche se ci vuole del tempo, prima o poi ci si arriva e si contribuisce a dare anche noi una mano....visto anche che nel mondo attualmente ci abitiamo noi e presto le nostre generazioni!!
Torniamo alla zuppa...

Ingredienti:
Zucca mondata e lavata
1 piccola patata 
scalogno
olio evo
dado vegetale Alcenero
sale
panna di miglio
pepe nero del Madagascar (o pepe nero semplice)

Procedimento:
Mettete un po' d'olio in una casseruola, meglio se in ghisa smaltata, e fate appassire lo scalogno, poi versate la zucca a cubetti e fatela rosolare bene. Versate del brodo, aggiungete la patata a piccoli pezzi, coprite con il coperchio e cuocete fino a quando è tutto morbido.
A fuoco spento passate con il minipimer per fare la vellutata e versate quattro cucchiai di panna di miglio, salate, un filo d'olio e mescolate. 
Trasferite in delle ciotoline da minestra e versate un filo di panna di miglio formando una girandola e pepate con il pepe nero.

martedì 23 aprile 2013

Papad al cumino con mele, salmone affumicato, sesamo e aneto


Sulla scia del crudo, o quasi, ecco la ricetta flash di un antipasto fresco e un po' etnico grazie alla papad al cumino.
La papad, come avevo già descritto in un vecchio post, sono sottili sfoglie salate e speziate molto diffuse in tutte le regioni del Subcontinente indiano.
Le ho comprate da Altromercato e le uso sempre per fare dei piatti un po' etnici che necessitano di croccantezza o di un salatino di accompagnamento.
In questo caso avevo del salmone affumicato che ho irrorato con del succo di mezzo limone.

Ingredienti:
-Papad
-salmone affumicato
-semi di sesamo
-limone
-aneto
-mela

Cosa fare:
Prendete il salmone e mettetelo in una scodellina con il succo di mezzo limone e l'aneto ben lavato. 
Lasciatelo nel limone per pochi minuti, prima che inizi a "cuocere" intanto tostate i semi di sesamo in una padellina.
Tagliare le mele con il tagliadita mentre le papad sono già sul fuoco in una padellina senza olio nè burro.
Quando cominciano a dorare e a fare le bolle tiratele via e posizionatele in un piatto da portata adagiandovi sopra le mele e il salmone condito. 

Noi a Fà la cosa giusta e il pasto crudista

E' tanto tempo che non scrivo ma non sempre sono stata dell'umore giusto e non sempre ho avuto tempo. Questi ultimi mesi sono stati a volte complicati e non voglio scrivere cose impersonali o non sentite e quindi ho preferito aspettare e sentirmi meglio. Più ispirata insomma.
Quando leggo gli articoli sui blog mi piace quando percepisco energia positiva, mi invoglia a leggere e mi mette entusiasmo e voglia di lavorare.
Dunque voglio raccontarvi le ultime dalla mia cucina e le cose interessanti che ho fatto ultimamente.
Ad esempio vorrei raccontarvi di domenica 17 marzo, anche se pioveva a dirotto, ci siamo diretti verso Milano per andare a curiosare a Fà La Cosa Giusta, dove io volevo andare già da parecchio tempo perchè mi sembrava una fiera ricca di stimoli e di cose belle ma soprattutto etiche ed eco-compatibili da vedere. 
Mi sembrava un modo perfetto per vedere tutto insieme qualcosa che rispecchiasse a pieno i miei ideali. 
E così, visto che ho un marito splendido e anche curioso come me, mi ha portata. Evviva!
Siamo arrivati e c'era molto caos, c'erano molti stand interessanti e altri purtroppo no, anzi direi addirittura delle "vere fuffe" perchè non tutto era coerente con il tema e ho sentito addirittura alcuni stand farsi la guerra (ad esempio quelli delle olive ascolane con quelli del muscolo di grano! eheheh!).
Abbiamo girato tutto il giorno con la borsa di tela e abbiamo fatto incetta di volantini e gadget, c'erano stand veramente belli ed innovativi, è una fiera molto bella che riunisce molte persone che la pensano allo stesso modo o comunque quasi!
Abbiamo assaggiato delle crepes molto buone con patè di verdure, abbiamo osservato i cibi particolari e le campagne delle aziende giovani, inoltre ho comprato un bellissimo paio di scarpe vegetali dai ragazzi splendidi di Camminare Leggero e ci siamo fermati a pranzare allo stand crudista presi dalla curiosità.
Abbiamo fatto la coda prendendo il numero e abbiamo ordinato due pietanze e due centrifugati di frutta fresca. Le stoviglie erano tutte in mater bi e l'acqua era fornita dentro a bottiglie di vetro ed era riempibile tramite un distributore automatico.
Ci siamo seduti su delle belle panche comode e sui tavoli c'erano delle vaschette con germogli.
I piatti da noi scelti ci hanno molto colpiti; io ho preso un'insalata con spinacino, insalata verde, cetrioli, pomodori secchi, capperi e tofu fatto con farina di mandorle e cumino. Buonissimo e saporito, si sentivano tutti i gusti, rinfrescava e la croccantezza era piacevole.
Alberto invece ha preso un piatto con polpette di lenticchie e germogli, insalata verde con cermolgi e carote, salsa cruda al pomodoro e crackers di lino, ottimo anche questo.



L'alimentazione crudista mi ha sempre incuriosita ma anche spaventata perchè non sono mai riuscita a concepire un'alimentazione estrema, tutta cruda e quindi limitativa perchè per come siamo abituati noi al pane e ai piatti come la parmigiana di melanzane o le lasagne, sembrava davvero incredibile.
Ma poi come tutte le cose, o quasi, sperimenti e ti piacciono e comunque io ho potuto notare che con il tempo e con l'età molte cose le ho decisamente riprese in considerazione e ho imparato a rispettarle.
L'alimentazione crudista, oltre ad essere saporita, come detto sopra, è anche e soprattutto sana.
Gli zuccheri che io non posso al momento più prendere in considerazione nella mia alimentazione, almeno fino a quando riuscirò a diventare mamma, non sono presenti nella dieta crudista. Solo zuccheri naturali ricavati da piante e anche il cacao, in quanto puro e crudo non ne contiene.
E' risaputo che con la cottura prolungata le sostanze nutritive dei cibi tendono a dissolversi e perdersi, specialmente nell'acqua e quindi sarebbe meglio mangiare cibi cotti al vapore o crudi.
La mia idea e il mio desiderio è continuare a mangiare cotto e al vapore e molto crudo, come già facciamo, visto che nei nostri pasti giornalieri non mancano mai frutta e verdura fresca, di stagione e cruda.
Sia di inverno che d'estate, mangiare sempre grandi quantità di frutta e verdura fresca consente di accumulare grandi quantità di acqua, vitamine e fibre utili al nostro corpo per le funzioni intestinali.

Rimando a siti interessanti per i curiosi come me:




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...