venerdì 30 dicembre 2011

Muffins al limone dolce


L'altro giorno mio suocero mi ha mandato dei limoni dolci che ha raccolto dalla pianta in vivaio e così ho fatto questi stupendi muffins! Hanno un sapore molto fine perchè ho usato la loro bella buccia carnosa e naturale e qualche goccia del loro succo che è decisamente più dolce ripetto al limone normale. Questi dolcetti si possono accompagnare ad un buon tè nero o si possono servire come dessert a fine pasto con un bicchierino di limoncello o grappa di limonina ma anche con un buon mirto.

Ingredienti per 4 persone:
Un limone dolce
250 gr di farina 00
160 gr di zucchero di canna
1,5 dl di latte di riso
Mezza bustina di lievito vanigliato in polvere
150 gr di burro
2 uova
Un pizzico di sale

Procedimento:
In una ciotola unire la farina, lo zucchero, il lievito, il sale e intanto sciogliere in un pentolino il burro a fuoco lento.
Formate una fontana con il mix di farina e al centro versate il burro fuso, il latte e le uova e mischiate bene incorporando tutti gli ingredienti lavorando molto rapidamente.
Distribuite il composto nei pirottini di carta dei muffins per non più di  2/3 del volume dei pirottini e poi nel loro stampo di alluminio o direttamente nello stampo dopo aver imburrato le formine.
Infornate a 180° per 20 minuti e infilate uno stecchino al loro interno per vedere se sono cotti. Se lo stecchino esce pulito e in superficie sono belli dorati sono pronti.

Curiosità:
Potete anche utilizzare gli stampini di carta di alluminio per dargli una forma più grande. A me sono venuti piccini perchè non ho riempito molto e i pirottini nello stampo che ho io tendono a comprimersi ma li trovo graziosi ugualmente.

Insalata rinfrescante di radicchio e arancia



In questo periodo di festa, i piatti a base di grassi animali e cucinati con preparazioni elaborate, ci appesantiscono e abbiamo sentito l'esigenza di freschezza e quindi ho preparato questa deliziosa e rinfrescante insalata di radicchio di Treviso e arance biologiche.

Ingredienti:
Un cespo di radicchio di Treviso
Due arance
Aceto Balsamico
Olio evo
Sale

Procedimento:
Tagliate il radicchio e le arance e conditele con l'olio, il sale e l'aceto balsamico.

giovedì 29 dicembre 2011

Polpettine di tofu e radicchio



Quando non sapete come cucinare  il tofu ecco una ricetta sfiziosa!!!

Ingredienti:
Tofu
Radicchio
Mezza tazzina da caffè di latte di riso
Una tazza di farina di riso
Sale
Pepe
Olio di semi di girasole

Procedimento:
Lavate e tagliate il radicchio a piccoli pezzi e fatelo sbollentare in un tegame. Tagliate il tofu a pezzetti e mettetelo nel mixer, unite il radicchio, il sale, il latte. Create una crema abbastanza densa e il meno acquosa possibile. Il latte infatti serve ad amalgamare gli ingredienti ma non deve creare liquido. Se lo fa, scolatelo con un colino. Prendere il composto di tofu e radicchio e pepate, poi mischiate con un cucchiaio di farina di riso per addensare ulteriormente il composto.
Formare delle polpettine, cospargetele di farina e buttatele nell'olio di semi di girasole caldo.
Tre minuti dovrebbero bastare per farle dorare da entrambi i lati e renderle croccanti.
Una meraviglia di crosticina e soprattutto leggera!

Curiosità:
1-Mia mamma "impana" anche le melanzane per la parmigiana di melanzane con la farina di riso, perchè la rende molto più leggera;
2-Accompagnate con salsa di soya se volete dare un gusto più orientale.

Tiramisù in cocotte


Il tiramisù è un dolce che mia mamma ha sempre preparato, anche per i nostri compleanni, e noi lo abbiamo sempre adorato per la sua cremosità.
Ma la chicca è che lei l'ha sempre fatto usando i pavesini, che lo rendono delicatissimo!
Io ho imparato da lei ma questa volta l'ho preparato nelle cocotte come dolci al cucchiaio, insomma... mono porzione per non esagerare!!!

Ingredienti per 4 persone:
30 biscotti pavesini
250 gr di mascarpone
un pizzico di sale
2 uova
3 cucchiai di zucchero di canna
Due tazze di caffè
Cacao amaro in polvere

Procedimento:
Mettere sù il caffè e nel frattempo sbattere gli albumi a neve con un pizzico di sale. Controllate che siano sbattuti alla perfezione girando il contenitore al contrario. Se non cadono sono perfetti.
Sbattere poi i rossi con lo zucchero, unire il mascarpone e continuando a mescolare unire anche gli albumi sbattuti a neve. La crema ottenuta potete metterla in frigorifero nell'attesa. Versate il caffè in un piatto e fatelo raffreddare e quando sarà freddo imbevete i pavesini e posizionateli all'interno della cocotte appaggiandoli l'uno all'altro creando anche un fondo con dei biscotti coricati.
Versare ora la crema e se volete, potete creare un doppio strato mettendo dei biscotti tra una cucchiaiata di crema e l'altra.
Con un colino spolverare i tiramisù con il cacao in polvere e gustate!

Le orecchiette alle cime di rapa



Le orecchiette alle cime di rapa sono uno di quei piatti della tradizione pugliese che faccio poche volte all'anno ma che quando le cucino mi ricordano mia mamma e le mie nonne. A volte, come alternativa alle cime di rapa, le ho cucinate anche con le cimette dei broccoli  e senza l'aglio perchè sono molto più dolci, specialmente se le vogliamo far mangiare a dei bambini.

Ingredienti:
Cime di rapa
Acciughe o pasta d'acciughe
Orecchiette fresche o pasta di grano duro
Uno spicchio d'aglio
Brodo di verdure
Olio evo
Sale
Pecorino o ricotta salata

Procedimento:
Scaldate due cucchiai d'olio e aggiungete lo spicchio d'aglio, fatelo dorare e poi aggiungete le cime ben lavate e tagliate. Fatele cuocere con il coperchio fino a quando non saranno morbide aggiungendo il brodo all'occorrenza e quasi a fine cottura buttate la pasta in acqua salata.
Mettete da parte i gambi delle cime, che sono un po' più croccanti, e passateli al mixer con un cucchiaio di brodo di cottura della pasta, olio evo, sale, acciughe sott'olio ben spinate o pasta d'acciughe, ottenendo una crema. 
Scolate la pasta e aggiungetela alle cime in padella, unendo anche la crema e facendo saltare tutto energicamente.  
Impiattiamo aggiungendo un filo d'olio e grattuggiando il pecorino o la ricotta salata con la grattugia a denti larghi. Che profumo!


domenica 25 dicembre 2011

Alberelli e comete alla cannella



Cioccolatini con nocciola


W i cioccolatini! Era da un po' che volevo farli ed eccoli!Cioccolatini a forma di cuore al cioccolato fondente con nocciola intera dentro!

Ingredienti:
cioccolato fondente 150 gr
15 nocciole intere

Procedimento:
Sciogliere a bagno maria la barretta di cioccolata  spezzettata e quando è fluida tuffarla nello stampino adagiando la nocciola all'interno.
Io non ho fatto una prima colata da fare solidificare in frigo poichè la cioccolata sciolta non era liquidissima, anzi, abbastanza densa ma comunque fluida e senza pezzi, quindi la nocciola non ha cercato di emergere dall'altro lato ed è rimasta al suo posto. eheheh
Fare solidificare il tutto in frigo e dopo un'oretta tirare fuori e girare lo stampino facendo uscire i cuoricini.
Confezionati in un sacchetto per alimenti con un bel fiocco assumeranno un aspetto davvero bello!
Das riproporre anche a San Valentino e da provare con sfiziosi ripieni, cioccolate diverse e aromatizzate e golose creme ganasce!

venerdì 16 dicembre 2011

L'arte di arrangiarsi su Rai 5

Questo bel programma ha attirato la mia attenzione svariate volte. Potete curiosare sul sito di Rai5 le varie puntate e stupirvi di come nel mondo, nei paesi con più difficoltà economiche, le persone si arrangiano e come riescono a trovare nel rifiuto anche un opportunità di lavoro e di inserimento nella società.

Arriva il Natale....



Carmagnola e le iniziative Ecosostenibili per il Natale


Stamattina mentre ascoltavo la radio ho sentito che lo speaker annunciava quest'evento interessante a Carmagnola (TO):

PEDALANDO SOTTO L'ALBERO in Piazza Ciambella (Piazza Sant'Agostino)
La sezione di eventi denominata "Pedalando sotto l'albero" si svolge nella bella cornice di Piazza Sant'Agostino, per l'occasione ridenominata Piazza Ciambella, è incentrata sui temi dell'ecosostenibilità e si svolgerà intorno a un grande 'Albero di Natale a pedali' che si illuminerà grazie ai 'Flash Feet', i pedalatori volontari che con tanta energia si daranno il turno per scaldare se stessi ed i cuori della persone, alimentando le lucine dell'albero. 
Alle 17.00 dell'11 dicembre è prevista la prima accensione dell'abete ed i pedalatori volontari potranno poi pedalare tutti i giorni dalle 17 alle 19. Di fronte all'albero è stata allestita anche una bellissima aiuola a forma d'Italia.
I bambini saranno coinvolti non solo come piccoli pedalatori ma anche come generosi donatori dei propri vecchi giocattoli, da ridistribuire a bambini meno fortunati, che potranno portare nella Casetta degli Elfi montata nella piazza ricevendo in cambio un simpatico omaggio.
In considerazione dei tanti impegni, Babbo Natale sarà di persona in piazza a ricevere i bambini nei giorni 11,17 e 18 dicembre, dalle ore 17 alle 19, e il 23 e 24 dicembre, dalle ore 9 alle 12.
Inoltre, per educare alla solidarietà e all'ecologia, fino al 24 dicembre grandi e piccini saranno protagonisti di una raccolta di lattine vuote, da rivendere per reperire fondi da destinare a progetti di beneficenza o ricostruzione.
Un modo di promuovere il risparmio energetico con un'educazione alle risorse alternative e rinnovabili, coinvolgendo i cittadini in un gioco che produce un beneficio per tutta la città e in cui grandi e piccini diventano protagonisti di un ciclo di scambio e trasformazione di energia.
Sabato 17 dicembre dalle ore 16.00 si potranno ascoltare i Cori sotto l'Albero dei Fizzy Black e degli Element da Piola. E ancora, nelle domeniche dell' 11 e 18 dicembre le famiglie potranno divertirsi a visitare la Casa Speciale, un'arnia formato bambino in cui l'Ape Regina Flores, accompagnerà, insieme ad un'ape guardiana, i piccoli ospiti alla scoperta della loro casa e offrirà loro una merenda con pane e miele, succo di mele o latte.

giovedì 15 dicembre 2011

"I cavoli sono sempre in mezzo" - Platessa al pangrattato aromatico, cavolo nero e crema di porri


Questa sera ho provato a cucinare il cavolo nero, un ortaggio di stagione molto interessante per la sua storia e per il suo possibile utilizzo in cucina. Questo tipo di cavolo, di origine toscana e ingrediente della ribollita, veniva usato dalla famiglia fiorentina de'Medici, che la serviva agli ospiti benvenuti sotto forma di farinata a base di farina di farro e cavolo nero cotto.
Sono curiosissima di cercare e provare queste ricette.
Grazie alla presenza di speciali inibitori (indoli), il cavolo nero è considerato un alimento utile nella prevenzione di numerose forme tumorali ma anche dell’ulcera gastrica e delle coliti ulcerose. 
Ricchissimi di vitamina  C e bassissimo potere calorico (da 19 a 25 kcalorie). Cuocere sempre poco i cavoli è buona cosa se si vogliono conservare tutte le proprietà nutritive e le vitamine e per evitare che si liberino gli odori solforosi tipici del cavolo. Preferire il crudo al cotto o comunque alternarlo al cotto giornalmente, sia a pranzo che a cena, migliora molto la nostra salute.
In frigorifero conservare il cavolo nero per non più di una settimana oppure congelarlo o conservarlo oltre la settimana avvolgendo le foglie in uno straccio inumidito.

La mia ricetta e i suoi ingredienti:
Cavolo nero
Filetto di platessa o pesce di stagione
Pangrattato 
Origano, maggiorana, erba cipollina essiccate
Sale

Per la crema di porri:
2 porri
Una piccola patata
Olio evo
Sale

Bollire i porri ben lavati con la patata a cubetti e a cottura terminata passare al minipimer o al tritatutto con un pizzico di sale e olio extra vergine.
Intanto cuocere in padella il pesce con un filo d'olio e a metà cottura aggiungere il pangrattato precedentemente mescolato alle aromatiche e al sale.
Sbollentare il cavolo nero ben lavato e tagliato a strisce.
Disponete la crema sul fondo del piatto con un cucchiaio e le foglie di cavolo, un pizzico di sale, un filo d'olio e poi il pesce bello dorato. Buon appetito!
 

domenica 11 dicembre 2011

Riso alla crema di peperoni e speck



Per questo primo saporito ho usato due tipi di riso miscelati insieme; il tradizionale riso a grana lunga di origine thailandese thaibonnet parboiled e la graminacea selvatica dei grandi laghi canadesi (riso selvaggio zizania palustris).
Questo mix di risi non è amidoso e per questo motivo non è adatto ai nostri risotti tradizionali ma piuttosto per  la preparazione di piatti etnici o servito bollito o al vapore come contorno con verdure, carne e pesce.
La salsa di peperoni è molto gradevole e l'abbionamento con questo riso richiedeva a mio parere anche una punta di affumicato che ho trovato nello speck a fiammiferi. Già anni fa, qiando vivevo da sola, mia cugina mi aveva consigliato di preparare una salsa per la pasta a base di peperoni, salsa tartara e pancetta e vi assicuro che quando ho aperto il frigo e ho visto i peperoni e lo speck ho subito pensato a quella ricetta che non ho mai più cucinato e miè venuta l'acquolina in bocca per il ricordo vivo del suo sapore nella mia mente.

Ingredienti:
- Riso long & Wild
-Peperone rosso, giallo, verde a vostro piacere ( io ho usato il rosso e il verde perchè il verde ha aggiunto anche una nota di amaro ma nella salsa di cui sopra con la tartara usavo solo peperoni dolcissimi rossi e gialli)
-Speck a fiammiferi
-Cipolla bianca
-brodo vegetale
-olio
-sale
-prezzemolo

Preparazione:
Tagliate i peperoni e saltateli in padella dove avete fatto precedentemente imbrunire la cipolla aggiungere sale e brodo quanto basta e fate cuocere a fuoco vivo. A parte saltate lo speck senza grassi aggiunti perchè già ne rilascia da sè, facendolo abbrustolire. Con un minipimer o un  tritatutto fate la crema di peperoni.
Cuocete il riso per 14 minuti in poca acqua salata, scolate al dente e formate una torretta.
Con un cucchiaio mettete la salsa di peperoni e poi i fiammiferi di speck e decorate con il prezzemolo fresco.


Tartellette Zucca Hokkaido Style








La scorsa settimana ero in un negozio di alimenti naturali e ho visto questa zucca sul bancone, di un arancione luminosissimo.
Ho subito pensato che la zucca è uno dei miei vegetali preferiti e che quindi dovevo provare anche questo tipo mai assaggiato e poi ho immaginato che potesse essere di origine giapponese e per questi motivi, direi per me molto rilevanti, me la sono fatta impachettare senza pensarci troppo. Quando sono giunta  a casa ho aperto il sacchetto e dopo essermi documentata l'ho cucinata così, nelle tartellette, fatte con la pasta frolla fatta in casa da me e  gentilmente stesa dalle braccia forti di mio marito. Il risultato è buono, la pasta frolla è venuta bene, forse solo poco salata e la zucca è dolce e morbida. Ho messo una fettina di grana prima di infilarle nel forno, così si è sciolto e ha fatto la crosticina.

Ingredienti per la pasta frolla:

300 g di farina 00
120 g di burro freddo a fiocchetti
2 tuorli
mezzo cucchiaino di sale

Preparazione:
In una ciotola setacciare la farina ed il sale e incorporarvi il burro a fiocchetti pizzicandolo e lavorando la farina con le dita fino ad ottenere un composto granuloso.
Disporre la farina a fontana e versare al centro i tuorli d’ uovo sbattuti.
Impastare molto velocemente, fino ad ottenere una pasta ben amalgamata ed omogenea.
Se l’impasto dovesse essere duro, aggiungere un paio di cucchiai di acqua molto fredda.
Fare una palla, avvolgere la frolla nella pellicola trasparente e riporla in frigorifero, coperta, per almeno 30 minuti. Stendere l'impasto sottile e ricavare dalla sfoglia dei tondi più grandi della formina che usare per le tartellette. Riporlo al loro interno in modo uniforme e togliere l'eccesso di sfoglia sui bordi spingendolo con le dita (l'impasto si ritira un po' in cottura).
Forate le tartellette con la forchetta e mettetele in forno senza composto a 150° per 10 minuti.
Tiratele fuori e riempitele con la zucca e la fettina di grana.
Rimettete in forno per altri 15 minuti.



Ingredienti per la zucca:
Una zucca di Hokkaido di 500 gr circa
olio
sale
pepe
noce moscata


Preparazione della zucca:
Lavare la zucca e tagliarla a pezzetti, io ho tenuto la buccia ma voi potete anche toglierla, bisogna comunque assicurarsi che sia biologica prima di usarla (anche se gli ultimi fatti accaduti in merito all'autenticità del biologico in Italia fanno meditare).
Mettere un filo d'olio in padella e fare dorare la zucca, poi aggiungete del brodo man mano che si asciuga e salare e pepare a fine cottura quando risulta morbida come una crema.
Riempire con un cucchiaio le tartellette già passate in forno, appoggiare una fettina di grana e riporre in forno ultimando la cottura della sfoglia e della zucca al loro interno.

Curiosità sulla Zucca di Hokkaido:

Cucurbita
(famiglia delle Cucurbitacee)
La zucca Hokkaido o Potimarron è una zucca eccellente di prima qualità.
E' una pianta rampicante le cui ramificazioni raggiungono i 3 o 4 metri e ogni pianta produce da due a tre belle zuccotte del peso di circa 1.5, raramente oltre i 2 kg peso.
La buccia è di colore verde scuro. La polpa, di colore arancione, è farinosa e la qualità del gusto è superiore a quello delle altre varietà.
La zucca matura in 90 giorni.
Apprezzata per le qualità nutrizionali e la capacità di conservarsi a lungo, la zucca si è diffusa in Giappone grazie al sostegno delle istituzioni che la consideravano fondamentale per l’alimentazione dei contadini, impegnati, in quegli anni, nel dissodamento dell’isola di Hokkaido; rappresentava, infatti, la portata principale, insieme all'Okazu (piatto a base di riso o di mollica di pane).
Anche chi non apprezza molto la zucca in tavola, sarà conquistato dal suo sapore dolce che ricorda la purea di castagne.
La buccia è tenera... si può cucinare e mangiare!
Questa varietà prospera bene in terreni caldi e permeabili.
Semina in semenzaio riparato ad Aprile o semina diretta dall'inizio di Maggio.
Richiede acqua e concimazioni in abbondanza.
La raccolta è possibile dalla metà di settembre all’inizio di ottobre e si consuma da novembre a gennaio.
E’ fondamentale raccoglierla al giusto grado di maturazione.
Maggiore è la distanza fra le piante più grandi saranno i frutti.
Per evitare che le zucche siano arse dal sole occorre ricoprire i frutti in campo con fieno e paglia.

(Fonte di questa curiosità: http://www.amma-italia.it/erbario/552-zucca-hokkaido.html)

sabato 10 dicembre 2011

Confettura di cachi, vaniglia e limone

Questa confettura di cachi è l'ennesima prova che io e mio marito facciamo con le marmellate, confetture, composte:
Dal nostro matrimonio, quando sul tavolo come segna posto abbiamo messo una marmellatina per ognuno con il nome e la descrizione, non abbiamo più smesso.
Tutti ci hanno fratto i complimenti e noi ne siamo stati felicissimi perchè con tanto amore, nel corso di un anno, abbiamo preparato centinaia di vasetti  usando solo frutta di stagione degli alberi della zia Piera in collina, degli alberi del nonno Marco e della zia Franca in cascina e dei limoni di Sicilia dei clienti del vivaio produttori solo di agrumi.

Anche questi cachi sono della cascina e questa volta l'abbiamo fatta un po' più light e un po' più chiara. Di solito la prepariamo più zuccherina e con il Grand Marnier.




Ingredienti:
1 kg di cachi maturi ben lavati e spellati
280 gr di zucchero
una mela o una bustina di pectina
stecca di vaniglia
limoni biologici (buccia e succo)

Procedimento:
Mettere i cachi fatti a pezzi nella pentola e aggiungere la pectina o la mela tagliata, la stecca di vaniglia incisa e lo zucchero.Portare ad ebollizione il tutto mescolando bene. A noi piace a pezzettoni e non la passiamo con il passaverdure ma se a voi piace una bella purea potete passarla prima di metterla in pentola.
Quando bolle controllate lo stato del composto mettendone una goccia con un cucchiaio su un piatto di vetro o ceramica alzandolo per fare scendere la goccia. Se è bella densa ci siamo.
Passate i vasetti in lavastoviglie e quando sono ben asciutti riempiteli con il composto ancora bollente e chiudete velocemente girando al contrario i barattoli per migliorare la sterilizzazione del coperchio che deve essere o ben pulito o decisamente nuovo. Non usate mai barattoli che odorano in modo forte di aceto, sughi o cipolla e controllate che anche il coperchio sia in buono stato! Coprite i vasetti caldi con lo straccio o una coperta e dopo 5 minuti girateli tenendo sempre la coperta finchè non raffreddano. Li giriamo per non afre attaccare la marmellata sotto il coperchio.
Noi il giorno dopo li consumiamo già a colazione o con i formaggi e siamo contenti di mangiare delle cose che ci fanno sentire bene e tranquilli perchè sappiamo di che "pasta sono fatti"!



Curiosità:
Marmellata o confettura? Se nel linguaggio di tutti i giorni si tende a non fare distinzione fra i due termini, definendo genericamente "marmellata " qualsiasi composto a base di frutta e zucchero, in realtà la differenza c'è, ed è sancita addirittura da una direttiva dell'Unione Europea. È marmellata un prodotto a base di agrumi (limone, arancia, mandarino e, più raramente, cedro, pompelmo e bergamotto); si parla invece di confettura se si usa qualsiasi altro tipo di frutta (o addirittura, in alcune ricette, di verdura). La differenza la fa anche la percentuale di frutta usata per il preparato: deve essere almeno del 20 per cento per la marmellata, del 35 per cento per la confettura, del 45 per cento per la confettura extra. Esiste anche un terzo prodotto che può essere chiamato in causa, la gelatina: è prodotta esclusivamente dal succo della frutta senza polpa o buccia. Secondo la legge, eventuali preparati non di agrumi che contengano una percentuale di frutta inferiore al 35 per cento, possono essere definiti a loro volta "marmellate", ma si tratta di prodotti di qualità inferiore, che comunque non possono scendere al di sotto del venti per cento di frutta.

Sapone piatti

Ecco il sapone per i piatti fatto in casa:

Ingredienti:
Saponetta di marsiglia pura o in scaglie
un limone
olio essenziale di rosmarino
acqua

Procedimento:
Procuratevi una pentola che non è più adatta all'uso in cucina, una grattugia, un mestolo vecchio. Riducete a scaglie la saponetta di marsiglia o prendete direttamente le scaglie e mettetele in pentola con una dose d'acqua uguale a quella del sapone. Grattuggiate la buccia del limone e spremetene il succo e portate ad ebollizione girando continuamente. quando comincia a diventare denso spegnete il fuoco e girate ancora un minuto.
Aggiungete qualche goccia di olio essenziale di rosmarino che è un antibatterico, mescolate e travasatelo in un barattolo di vetro quando è ancora caldo eticchettandolo e mettendolo in un luogo sicuro lontano dalla portata dei bambini.
Il composto tende a solidificarsi ma con un cucchiaino si può estrarre la pasta per poi spalmarla sulla spugna umida e usarlo come un normale sapone piatti.


Mi raccomando fate sempre attenzione perchè ci sono delle controindicazioni di cui bisogna tenere conto quando si usano gli oli essenziali:


Visto che noi lo usiamo puro evitare il contatto con gli occhi, non usare in caso di pressione alta, gravidanza e allattamento, non dare ai bambini sotto i 12 anni e ai diabetici.
Evitare l'uso in soggetti epilettici; causa infatti, specialmente in casi d'iperdosaggio, irritazioni, convulsioni, vomito e principi di paralisi respiratorie.


CURIOSITA':


Descrizione dell'olio essenziale di rosmarino:

Famiglia botanica: Labiate
Profumo:
Fresco, balsamico, canforato.
Descrizione: ottenuto per distillazione a vapore delle foglie e delle sommità fiorite, contiene pinene, canfene, borenolo, cineolo, canfora e altre sostanze.
E' largamente impiegato in cosmesi per la produzione di profumi, shampoo e dentifrici, date le sue proprietà deodoranti, purificanti e stimolanti.
Proprietà: analgesico, antimicrobico, antinevralgico, antiossidante, antireumatico, antisettico, antispasmodico, afrodisiaco, astringente, cardiotonico, carminativo, cefalico, colagogo, coleretico, cicatrizzante, cordiale, citofilattico, diaforetico, digestivo, diuretico, emmenagogo, funghicida, epatico, ipertensivo, nervino, parassiticida, ricostituente, rubefacente, stimolante generale, stomachico, sudorifero, tonico, vulnerario, stimolante cortico surrenale
Indicazioni: anemia, anoressia, ansietà, apatia, arteriosclerosi, asma, astenia psico-fisica, atonia gastrica, bronchite, calcoli biliari, calcoli urinari, cirrosi epatica, clorosi, colecistite, colite, convalescenza, depressione, dismenorrea, dispepsia, dissenteria, emicrania, epatite, flatulenza, gastralgia, gotta, inappetenza, infezioni intestinali, influenza, insufficienza biliare, insufficienza cardiaca, iperviscosità sanguigna, ipercolesterolemia, ipotensione, ittero (causa epatite), leucorrea, menopausa, mestruazioni scarse, nevralgie, oliguria, pertosse, raffreddore, reumatismi, sciatalgia, varici, vertigini.
Uso esterno: acne, arteriosclerosi, capelli grassi e/o con forfora, dermatosi, eczemi, caduta dei capelli, scabbia, reumatismi, pidocchi, vene varicose, per allontanare gli insetti, per stimolare il cuoio capelluto e la crescita dei capelli, ritenzione idrica, dolori muscolari, contusioni, ecchimosi, crosta lattea, herpes.
Uso e dosi (per adulti): 3-4 gocce; due o tre volte al giorno in mezzo cucchiaino (da caffè) di miele o di zucchero.
Inalazione: 20-25 gocce in mezzo litro d'acqua calda.
Uso topico: Diluire al 5 - 10 % in olio di jojoba o mandorle dolci e frizionare.
Diluire al 5 - 10 % in soluzione alcolica e frizionare.
In acqua da bagno: diluire 20-30 gocce d'essenza.

Diffusore d'essenza 10 gocce per profumare l'ambiente.
Evaporazione alcune gocce su un fazzoletto, sul cuscino, nella vaschetta dei caloriferi, ecc. eccellente per purificare l'aria della stanza di un ammalato.
Massaggio da 6 a 8 gocce in 2 cucchiai di olio base massaggiare sulla pelle.
Bagno da 4 a 10 gocce nell'acqua della vasca è consigliata acqua tiepida.
Doccia 3-4 gocce su un guanto di spugna bagnato massaggiare delicatamente tutto il corpo
Inalazioni 5-8 gocce portare ad ebollizione acqua, toglierla dal fuoco, aggiungere le gocce di essenza, coprire il capo con un asciugamano e respirare il vapore benefico.
Frizioni 2-3 gocce di essenza diluite in una base alcolitica frizionare sulla regione cutanea corrispondente all'organo affetto fino al riscaldamento della parte.
Pot-pourri 10 gocce rigenera il profumo dei vostri fiori secchi e pot-pourri.
Inoltre, gli oli essenziali sono utili per pediluvi, maniluvi, semicupi, ecc



Nonostante si possa guardare agli oli essenziali e alle piante come cose naturali = sicure, ci si può sbagliare.
Consultare sempre un erborista di fiducia e il medico prima di utilizzarli per scopi terapeutici e non solo e non fare autodiagnosi perchè è rischioso. Affidarsi sempre agli esperti!


Una nuova collana per Antonella


La scorsa settimana la mia collega Antonella mi ha mostrato una collana che non le andava più bene perchè troppo lunga e con troppe catenelle, allora ho provato a darle un altro aspetto e ho creato anche degli orecchini..

mercoledì 7 dicembre 2011

Ritagli Valdostani



qualcuno ha dimenticato una frusta su una panchina!!



Crema di Cogne

Buonissima soprattutto se servita fredda come l'abbiamo mangiata ad Aosta e come l'ho proposta ai miei amici. Io l'ho messa nei bicchierini da finger food mentre ad Aosta l'abbiamo assaggiata in una tazzina trasparente da "caffè al vetro"!

Ingredienti:
-½ litro di panna 
-4 tuorli 
-100g di zucchero 
-25g di cioccolato fondente 
-1 bustina di vanillina 
-1 bicchierino di rhum (io ho usato il Chivas perchè non avevo il rhum..Ahia!) 

Procedimento:
Sbattere i 4 tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea e aggiungere la bustina di vanillina. 
Mettere la panna in un pentolino con il cioccolato tagliato a pezzetti sul fuoco basso e fare cuocere molto lentamente affinchè la panna non arrivi ad ebollizione, poi, quando il cioccolato si è sciolto, aggiungere la crema  e infine il ½ bicchierino di rhum.

lunedì 5 dicembre 2011

Tegole valdostane

Tegole valdostane e crema di Cogne sono stati il dolce della serata e inoltre ho servito dei piattini con della petit patisserie come ad esempio dolcetti tunisini di marzapane, cioccolatini crescentinesi al rum, e il cheese cake di mia suocera che ho trasformato tagliandolo con le formine che ho usato per fare gli stuzzichini agro-dolci; il risultato sono state delle mini tortine cheese cake simpaticissime.
Le tegole e la crema di Cogne le abbiamo assaggiate durante il nostro week end in Valle D'Aosta e abbiamo voluto provare a rifarli.

Ingredienti: 
200g di zucchero
80g di nocciole
80g di mandorle bianche
60g di burro
60g di farina bianca tipo 00
1 bustina di vanillina
4 albumi d’uovo


Procedimento:
 Frullate lo zucchero (io ho usato quello di canna) con le mandorle e le nocciole, poi aggiungete il burro a temperatura ambiente e i 4 albumi senza montarli. Mescolate bene e aggiungete la farina e la bustina di vanillina. Stendete il composto con un cucchiaio su una teglia o leccarda coperta con carta da forno formando delle sfere sottili ben distanziate l'una dall'altra e infornate a 180° per 35 minuti circa. Togliete dal forno e fate raffreddare. Si induriranno ma non vi spaventate perchè è la consistenza giusta!!!

Sfumature


domenica 4 dicembre 2011

L'insalata nei bicchierini - Finger Food



La ricetta dell'insalata l'ho trovata su www.cucina-naturale.it, una rivista, nonchè sito web, molto apprezzabile per gli amanti del cibo fresco e di stagione ma anche saporito.
Non me ne vogliano, io comunque ho rielaborato la ricetta non mettendo il trito di nocciole e servendola nei bicchierini da finger food che abbiamo riciclato dal banchetto serale del mio matrimonio, maestosamente preparato dalla Pasticceria Brustia di Ivrea http://www.brustiapasticceria.it.
Ho servito il bicchiere nel piatto da secondo per abbinarlo alla salsiccia marinata in aceto balsamico, olio extra vergine, ginepro e il tris di pepe e l'ho cotta in padella a fuoco vivo. L'idea era quella di dare anche qui un giusto peso al contrasto tra il grasso della carne con la freschezza dei finocchi marinati allo zenzero e all'acidità della mela verde.

Ingredienti:
-Mela verde
-Finocchi
-Radicchio
-Formaggio Edamer
-Prezzemolo
-Zenzero in polvere
-Sale
-Olio evo
-Suco di limone

Procedimento:
Marinate i finocchi tagliati finissimi nel succo di limone, prezzemolo, zenzero olio e sale. Tagliate il radicchio a strisciette, la mela e l'Edamer a cubetti piccolissimi. Mettete tutto nel bicchiere a strati ben compatti; prima i finocchi, poi il radicchio e infine la mela e per ultimo il formaggio. Una goccia d'olio e un pizzico di sale ed è pronto!

Stuzzichini agro-dolci di pane di segale al miele e ribes



Stuzzichini ideali per un aperitivo invernale, anche se i ribes rossi sono decisamente fuori stagione e non rientrano nei frutti invernali ma il periodo di raccolta è giugno-settembre.
Pertanto siamo andati un pò fuori dalla nostra idea di consumo stagionale ma i ribes si addicevano troppo bene al piatto e la tentazione è stata troppo forte! 

Ingredienti:
-Pane di segale
-Caprino di latte vaccino
-Miele di tiglio
-Ribes rossi

Procedimento:
Prendete il pane di segale e con una formina per biscotti incidetelo.
Spalmate con un cucchiaino il miele sul pane e aggiungete il dischetto di caprino. Infine i ribes ma se ritenete che ci possa essere un frutto di   stagione più adatto usatelo. Io ho deciso di utilizzare i ribes per dare un giusto bilanciamento all'acidità del pane e alla dolcezza del miele e del formaggio alternando gli ingredienti. Il risultato al palato è stato davvero soddisfacente.

Cena tra amici

Ieri sera abbiamo invitato i nostri cari amici a cena e ci siamo adoperati per preparare pietanze che soddisfassero i loro palati sopraffini. Antipasto colorato, buon vino, pane fatto in casa, primo sostanzioso e un secondo e un dolce divertenti. Era tutto molto "mignon" e niente bis perchè eravamo in otto e devo ammettere che non sono ancora capace di lavorare sulle grandi quantità ma sembrerebbe che abbiano gradito. Comunque per tamponare, mentre giocavamo a Kaleidos, ho messo in tavola i Krumiri Rossi e ci siamo subito tutti ripresi dall'apparente coma post-cena!!


Verdure di stagione dall'orto del nonno



venerdì 25 novembre 2011

Papad, verdure e tofu


Le papad le ho prese da Altromercato e sono sottili sfoglie salate e speziate molto diffuse in tutte le regioni del Subcontinente indiano.
Mi hanno incuriosito molto anche perchè in un pacchetto ce ne sono molte ma ciò nonostante possono restare in frigo per lunghi periodi, quindi si possono consumare all'occorrenza e in base all'ispirazione. Io le le ho usate come base per un contorno di porro e fagiolini e tofu saltato al sesamo. Niente di più veloce..mm.. forse l'uovo fritto.. :)

Scaldate dell'olio in padella e unite il porro facendolo appassire, poi aggiungete i fagiolini e fate saltare. Aggiungete il tofu a rettangoli e fate abbrustolire e nel frattempo aggiungete i semi di sesamo.
Scaldate una padella e metteteci le papad che al calore cominceranno a reagire facendo delle bollicine e abbrustolendosi. Quando sono dorate mettetele in un piatto e aggiungete al centro il contorno e sopra il tofu, rispolverando con i semi di sesamo e un briciolo di sale.


Topinambur caramellati

Noi siamo follemente innamorati dei topinambur cucinati così perchè il gusto ci ricorda il carciofo e perchè sono morbidi ma anche croccanti e dolci al palato:

Ingredienti:
Topinambur
olio
sale
aceto balsamico

Procedimento:
Pelate i topinambur e tagliateli a cubetti. Poi fateli ammorbidire in padella con dell'acqua e quando sono morbidi aggiungete olio, sale, aceto balsamico e fate caramellare.
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